Lu fuà de San Geseppe

Il fuoco di San Giuseppe

 

Dobbiamo asserire che purtroppo le nostre usanze più belle e suggestive, sono ormai scomparse.  Per esempio, la tradizione del fuoco di San Giuseppe, che si preparava con tanta partecipazione ed entusiasmo da parte di tutti. La legna si raccoglieva nei boschi limitrofi, ma molta di essa veniva offerta sempre in segno di devozione ; subito dopo il tramonto, si dava fuoco alla catasta, e si stava tutti insieme ad ammirare le lingue di fuoco che si allungavano verso il cielo buio della sera, e lo scoppiettio e le calde "fallice" (faville) rallegravano la sera. Si stava tutti in circolo seduti su sedie o "bancchttìelle" (banchetto) portati da casa, principalmente per recitare intorno al falò le orazioni e litanie, con l'aggiunta di cori sacri. Si ricorda zia Giuseppina Cocuzzi, conosciuta negoziante dei sali e tabacchi di Celle, per la sua voce e conoscenza dei tanti canti adatti alla circostanza. Quando il falò si era ridotto in brace, si usava portare a casa un pò si essa per far si che la benedizione del Santo entrasse in ogni casa.  

                 

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