Premessa

Fin dalla sua fondazione, gli abitanti di Celle di San Vito, sfruttando appieno quelle che erano le risorse del territorio, si dedicarono alla pastorizia e quindi all' allevamento di bestiame, difatti agli inizi gli abitanti della pianura, considerandoli " fiacchi e mollicci ", ritenendo tale attività più nobile.

Questa attività faceva dei comuni della Puglia situati al confine con altre regioni, dei luoghi di transito e di scambio, favorendo così l'economia locale, in quegli anni fiorente e redditizia.   

Ma verso la fine del XVII secolo, gli abitanti di Celle di San Vito conobbero una svolta importante, infatti con il dissodamento dei terreni demaniali, fino a quel momento utilizzati a pascolo, l'attività primaria divenne l' agricoltura.

L'agricoltura , fino a quel momento praticata solo per la produzione di verdure, frutta e frumento per il fabbisogno familiare e soprattutto per conto dei feudatari, i grandi proprietari terrieri e padroni della maggior parte di tutti i terreni coltivabili, modificò lo stile di vita e le abitudini dei Cellesi, trasformandoli da pastori in contadini.

In questo periodo, ebbero un ruolo di primaria importanza, le attività artigianali.

Grazie agli artigiani, quali falegnami, fabbri, ecc.., nel paese le persone riuscivano a trovare tutto ciò che serviva per la casa, il lavoro, facendo di Celle di San Vito una comunità auto sufficiente.

 

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