

Ho insegnato a Celle San Vito in una classe 3°
elementare nell’anno scolastico 1955-56.
Come si vede dalla foto sono sull’uscio della scuola. E’
un seminterrato di terra battuta privo di banchi, di
cattedra, di lavagna, di riscaldamento. Il primo incontro
con una realtà così diversa avrebbe dovuto scoraggiarmi,
ma guardando quei bambini, così provati, li ho subito
considerati creature speciali. Dico speciali per il loro
spirito di adattamento e per la loro capacità di procurarsi
da soli tutto ciò che in altre società veniva offerto e
procurato dagli adulti.
Era quindi doveroso per me trovare quelle capacità umane e
professionali finché ognuno di essi si rendesse conto di
avere potenzialità tali da poter essere un campione. Dovevo
imporre il concetto dell’autostima.
E’ primavera inoltrata, seduti in un prato giochiamo al
gioco “Chissà chi lo sa…?”. E’ una gara tra bimbi a
chi dà risposte precise in materia di storia, geografia,
etc..
Grande è lo spirito di emulazione. Il direttore di Troia e
l’Ispettore Regionale osservavano e bisbigliavano tra
loro.
Grazie agli alunni di Celle San Vito la maestra Falcone
Elena ha avuto un’ottima qualifica che le ha permesso di
tornare a vivere col marito in provincia di Mantova.
